La Catena Appenninica


LO SPETTACOLO E LA FOLE DI SOGGIORNARE A RIDOSSO DELL’ECCEZIONALE CATENA APPENNINICA

“Gli Appennini sono per me un pezzo

meraviglioso del creato……………………………..

…………………..di monti che si

elevano dal basso, per chiudere verso sud il

continente tra due mari. […] È un così bizzarro

groviglio di pareti montuose, a ridosso l’una

dell’altra, che spesso non si può nemmeno

distinguere in che direzione scorre l’acqua.”

(Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia)

 

L’intera lunghezza degli Appennini è di circa 1200 Km, la larghezza va da 30 a 250 Km, i massicci principali sono: Appennino settentrionale, Appennino centrale, Appennino meridionale.

Gli Appennini sono completamente in territorio italiano se si eccettua il Monte Titano appartenente alla repubblica di San Marino. A paragone con l’altro sistema montuoso italiano, le Alpi, gli Appennini hanno una diversa conformazione ed una altezza inferiore. L’Appennino è formato in prevalenza da rocce calcaree dure e da argille molli; solamente la Sila e l’Aspromonte sono costituiti da rocce granitiche. La cima più alta è il Corno Grande, nel gruppo del Gran Sasso (Abruzzo) che raggiunge i 2912 metri di altitudine sul livello del mare. La catena appenninica divide la superficie della Penisola in due versanti: tirrenico ed adriatico, la differenza tra i due è data dall’asimmetria dei due pendii: quello adriatico è breve, quello tirrenico è ampio. I numerosi e facili valichi che permettono di passare, ad altezze quasi sempre inferiori ai 1000 m, dall’uno all’altro versante, vengono indicati nella parlata locale, secondo le loro forme caratteristiche, con i nomi di PASSO, BOCCA, FORCA, PORTELLA E GOLA. Senza nulla togliere ad altri Massicci citati, ci soffermeremo per motivi pratici e discorsivi all’Appennino Centrale con alcuni dettagli in più.

L’Appennino Centrale va dalla Bocca Serriola o, secondo altri dalla Bocca Trabaria, fino alla Bocca di Forlì, attraverso la quale si passa dalla valle del Volturno (versante tirrenico) a quella del Sangro (versante adriatico).

Questo tronco si divide in due parti: Appennino umbro-marchigiano e Appennino abruzzese, qui daremo cenni sull’umbro marchigiano. Tale Appennino dalla Bocca Trabaria o, secondo altri come detto, dalla Bocca Serriola va fino al Passo di Montereale, o secondo altri al Passo della Torrita, (tra Rieti e Ascoli Piceno), che mette in comunicazione la valle del Tronto con quella del Velino. Raggiunge le altezze più elevate nei massicci posti nel suo settore più meridionali, i Monti Sibillini (Monte Vettore 2476 m) ed i Monti Reatini (Monte Terminillo 2216 m). La natura geologica di queste catene, è stata ampiamente modellata dalle glaciazioni quaternarie. Il solo ghiacciaio presente sull’intera catena appenninica è il Calderone sul Gran Sasso (Appennino Abruzzese), ma ci sono numerosi glacio nevati, nevai, ecc. La suddivisione vista a grandi linee, corrisponde a quella per Latitudine, per quanto riguarda la suddivisione longitudinale, i versanti tirrenico ed adriatico degli appennini sono preceduti da gruppi di monti meno elevati e ben distinti dagli Appennini: questi monti costituiscono l’Antiappennino adriatico e tirrenico. In alcuni tratti si hanno anche bassi rilievi, che sono dipendenze dell’Appennino vero e proprio: costituiscono i Subappennini. Prendono il nome di Subappennini quei tratti di catena che corrono paralleli alla catena principale senza dipendere direttamente da essa. I Sabappennini sono prevalentemente costituiti da catene argillose, franose, di scarsa elevazione. Si chiamano invece Antiappenniniquelle serie di gruppi e di catene totalmente indipendenti dalla principale, da cui sono separati da larghi e profondi avvallamenti. L’Antiappennino è costituito da un complesso piuttosto irregolare di sollevamenti montuosi, che s’incontrano più vicino alle coste, ai bordi esterni della zona subappenninica (es: monte Conero – 572m, Gargano – 1056 m), (altro es: la catena principale dell’antiappennino toscano è formata nella parte settentrionale dalle colline del Chianti e di Montepulciano, famose per i loro vini, il gruppo più elevato è comunque quello del Monte Amiata – 1738 m). Volendo dare un importanza storica anche recente se vogliamo, va scritto che durante la Seconda guerra mondiale, l’esercito tedesco utilizzò gli Appennini come naturale barriera difensiva, costruendo diverse linee difensive, le più famose delle quali furono la Linea Gotica, attaccata senza successo dagli Alleati nel settembre del 1944; e la Linea Barbara nell’Italia meridionale. Tratteremo un aspetto che lega ciò che è stato scritto riguardo all’appennino, con un particolare argomento storico/mitologico (Sibilla). Analizzando l’Appennino Centrale Umbro-Marchigiano troviamo appunto i Sibillini ed è facile risalire al collegamento riferito a Sibilla.